Serramenti in legno: aiutano noi e Gaia

I cambiamenti climatici e lo smog si combattono in molti modi: i serramenti in legno sono uno di questi.

Oggi vi proponiamo non uno dei nostri lavori, come facciamo talvolta, ma un pensiero che condividiamo da tanto tempo e che rappresenta la nostra spinta ad un’innovazione intelligente ed ecosostenibile.

Abbiamo chiesto ad uno dei nostri Partner più noti, Ica Group, di condividere un suo filmato dedicato al legno e in cui si spiega perchè “Legno è meglio”.

In tempi in cui finalmente sembra allargarsi la platea di coloro che hanno capito che non possiamo sfruttare il nostro mondo senza regole, oculatezza e senza rispetto, vale la pena ribadire concetti che noi abbracciamo da sempre.

Ica è uno dei nostri fornitori di vernici: usiamo anche noi la loro linea “Bio” per i nostri serramenti in legno perchè si tratta di prodotti a base d’acqua e dunque molto meno inquinanti di altri.

Scorrendo il video scoprirete cose che forse non sapete: caratteristiche del legno che lo rendono unico perchè si tratta di una materia prima vera, insostituibile risorsa per il genere umano: inesauribile perfino, se usata con intelligenza e prospettiva.

Scoprirete anche che, con una minima manutenzione periodica, i vostri serramenti in legno possono durare addirittura 100 anni.

Un traguardo che solo fino a qualche decennio fa era assolutamente impensabile e che rende i serramenti in legno anche un ottimo investimento.

Un buon investimento per Voi, per i Vostri figli, per la salute nostra e del Pianeta.

I serramenti in legno: rendono la casa più bella e aiutano l’ambiente

Miti da sfatare/Il legno è troppo impegnativo

Quando ci mettiamo in testa una cosa, si sa, poi fatichiamo a cambiare idea.
Per queso ancora oggi molti credono che comprare i serramenti in legno per la loro casa sia impegnativo.

“Bisognerà farci manutenzione”

“Dureranno abbastanza?”

Chiariamo subito: i serramenti in legno non si producono più come 50 anni fa.
Oggi nascono per durare parecchi lustri e non abbisognano di grandi manutenzioni.

Il legno è sottoposto a processi di essiccatura che ne garantiscono una grande stabilità nel tempo.

In più, si usano (noi usiamo!) vernici sempre più ecologiche, diluibili in acqua e che non inquinano.

Pensate alle chiese, o ai palazzi storici dove ancora vedete porte e finestre in legno datatissime che però reggono piuttosto bene.

Con le tecnologie e gli strumenti di oggi possiamo – facciamo meglio!

In più non dimenticate che anche dopo tanti anni, riportare il legno al suo antico splendore è facile e per nulla costoso.
Il legno si può sempre ristrutturare e riverniciare.

Esistono ancora prodotti che durano tutta la vita?

La risposta è si: per esempio, nel nostro settore, le porte interne possono arrivare a durare un’intera vita.

Ovviamente, come per tutte le cose del mondo, vi dev’essere una buona qualità di base, unita poi a qualche piccolo accorgimento.

Per esempio: QUAL’E’ IL PEGGIOR NEMICO DELLA PORTA?

L’acqua!

Non lavate la porta con lo straccio intriso d’acqua e detersivo!
Parti come telai e cornici presentano colle a base d’acqua e in generale, se quella che usate voi per lavare la porta non si asciuga in fretta (vale anche per quando lavate i pavimenti) rischia di penetrare la porta e non andarsene più, portando a scollamenti e crepe.

Da questo punto di vista, l’ambiente più “rischioso” è il bagno. Si possono però prevenire le brutte sorprese semplicemente avendo cura di arieggiare la stanza dopo che si è fatta la doccia, o il bagno. In altre parole: evitate il ristagno di umidità dentro il locale.

Anche la differenza di temperatura può giocare brutti scherzi. Uno degli errori più comuni che si fanno è appoggiare la porta ad un termosifone caldo, oppure davanti ad un condizionatore che spara aria fredda.

LA MANUTENZIONE

Poca e facile!

In linea di massima, la parte della porta che abbisogna di un minimo di attenzione è la ferramenta.
Le cerniere: prima o poi cigolano, vero?
Basta un po’ d’olio lubrificante, operazione che può fare chiunque senza grande sforzo.
Si spruzza sulla congiunzione delle due parti, inferiore e superiore, e poi si muove la porta così da aiutarne la penetrazione.

ULTIMA AVVERTENZA!

Per non danneggiare la porta basta acquistare dei banali fermaporta: ve ne sono di vari tipi, per lo più in plastica, fissabili a terra o direttamente sulla maniglia.
Una micro spesa che però evita “sbattimenti” contro il muro che danneggiano sia il muro stesso che l’intera struttura della porta… più di quel che si crede.

ECCO I NUOVI ALLENATORI DELL’UDINESE

Nella foto: i fratelli Celante durante la loro prima conferenza stampa, chiamati a guidare le sorti della società bianconera.

C’avete creduto?
Ovvio che no: però, a parte noi, tutto il resto è originale, doc: siamo allo Stadio Friuli e quello è proprio il tavolo dove si tengono le conferenze stampa…

Solo che noi eravamo li per tutt’altro motivo, invitati da una nota azienda che produce vernici che a noi piacciono: la bolzanina Remmers che presentava un suo nuovo prodotto: Induline LW-722 eco.
La prima vernice per serramenti a base di materie prime rinnovabili.

Induline LW-722 eco è a base di legante a biomassa bilanciata.
In confronto a una vernice normale, produrre 20 litri di Induline fa risparmiare 4 litri di petrolio.
1.000 litri di Induline consentono di risparmiare la quantità di CO₂ emessa da un aereo di linea in un volo da Mosca a Parigi.

Sono discorsi che ci piacciono perchè vanno verso prodotti sempre più “verdi”, sempre più attenti al mondo in cui viviamo e non solo a produrre.
Si tratta poi di una vernice già pronta per l’architettura sostenibile (certificata!).

Brava Remmers e brava Udinese: la sua “casa” che ci ha ospitato è davvero fantastica, un vero fiore all’occhiello per Udine e il Friuli Venezia Giulia.

…e pazienza se non ci hanno chiamato ad allenare i bianconeri!

Uno splendido impianto
Sognare non è peccato…
Si fa sul serio: brava Remmers!

Battere i ladri si può!

Un furto ogni 60 secondi.
Siamo nel bel mezzo del periodo più caldo dell’anno, per i furti nelle abitazioni (forse insieme all’estate, quando manchiamo perchè in ferie).

Quella tra guardie e ladri è una rincorsa vecchia come l’uomo, ma, per fortuna, sempre più frequentemente la tecnologia e i nuovi materiali si inseriscono nella sfida a due rendendo la vita più difficile ai malintenzionati.

Nel modo migliore, nel senso che, pensandoci per tempo, quando acquistiamo porte e finestre, possiamo fare molto per evitare intrusioni indesiderate.

Parliamo delle porte blindate che hanno raggiunto livelli di sicurezza straordinari e delle tapparelle (quante volte avete letto che i ladri sono entrati dalla finestra?).

Noi della Flli Celante abbiamo scelto di affidarci a dei partner che ci dessero ottime garanzie e li abbiamo trovati in marchi famosi come Oikos e Testudo.

Oikos produce gioielli blindati molto belli da vedere e toccare, ma impenetrabili, con telaio a taglio termico e antieffrazione di classe 3!
Si tratta di porte che oggi regalano anche caratteristiche molto apprezzate che vanno oltre la sicurezza, diventando buoni isolanti termici e acustici.
Oikos è comunque un marchio noto in tutto il mondo, per cui non aggiungiamo altro.

Testudo crea tapparelle di sicurezza che fanno onore al nome che portano (Testudo è una tartaruga della famiglia delle Testuggini, dalla corazza alquanto resistente).
Per modelli come la Superevo, Testudo ha ottenuto la certificazione RC3 antieffrazione regolata dalle normative EN 1627-1628-1629-1630:2011 che ne determinano la resistenza allo scasso.

I suoi modelli possono anche essere dotati di Systemblock, sistema che impedisce al ladro di sollevarle per entrarvi in casa.
Pensate che ogni modello viene testato sul campo: sottoposto ad un vero tentativo di scasso, con una prova di resistenza manuale all’effrazione.

Riassumendo: se state pensando alla Vostra nuova casa, pensate anche a renderla più sicura e impenetrabile dai malintenzionati. dormirete sonni più tranquilli e terrete al sicuro le Vostre cose!

Isolatevi (non socialmente!!)

Arriva la brutta stagione che tradotto significa: accendiamo il riscaldamento.
Ovvero, bolletta del gas.

In questo contesto rientrano prepotentemente le finestre.
Forse non tutti sanno che dalle finestre può arrivare ad uscire dalla vostra casa anche oltre il 20% del caldo che producete e pagate.

Non sono, dunque, bazzecole.

Chi sceglie le finestre in legno spesso lo fa per senso estetico, per dare valore all’abitazione, per gusto personale.

Il legno però è anche il materiale con la minore conducibilità termica, tra quelli usati per costruire gli infissi.
Insomma, è naturalmente isolante.

Poi ci sono i vetri.
Anzi, le vetrocamere, ovvero: due vetri staccati tra loro contornati da una camera stagna e con in mezzo o un gas nobile, come l’Argon, o aria compressa.
Comunque, la sigilltura dev’essere sia sul telaio che sull’anta.
Quando scegliete la vetrocamera vi chiedono di che spessore la vogliate: meglio non scendere sotto i 12 mm totali, ma si può arrivare anche fino a 18, a seconda del risultato che si voglia ottenere.

Ultima ma non ultima, una voce che chi non è del mestiere tende a sottovalutare.

La posa in opera.

Se ci siamo impegnati per anni a migliorare questo settore del nostro mestiere, un motivo c’è: la posa incide alla grande sul risultato finale, arrivando a pesare anche il 70% del risultato stesso!

Una curiosità che è bene sapere.
Il grado di isolamento termico minimo è stabilito per legge e varia a seconda della Regione in cui si abiti (il perchè è facilmente comprensibile, dato che il clima è la variabile più importante in questo caso).

In sintesi: scegliere di cambiare le finestre non è una spesa che si faccia a cuor leggero ma, a conti fatti, nel medio – lungo periodo si rivela un investimento proficuo, con evidenti ripercussioni sulla bolletta del gas.

Ultima considerazione: con le estati che ci troviamo da qualche annetto a questa parte, la capacità di isolare delle finestre non è solo una questione invernale.
Pensate a quanto spendete di condizionamento d’estate…anche li un buon isolamento alleggerirà la bolletta!

Le porte: piccoli consigli pratici e una cosa da non credere

Cominciamo dall’ultima voce del nostro titolo: cose da non credere.
Non ci crederete, ma capita di frequente di vedere banali errori dalle grandi conseguenze nelle progettazioni di case.

In realtà, la porta, ormai assurta al ruolo di arredamento e non solo complemento, è una parte della casa che userete spessissimo, avrete sempre davanti agli occhi ha svariate, innegabili utilità.

Dunque, quando siete in fare di progettazione, valutate sempre quale grandezza dovrà avere, come si innesterà nel resto dell’arredo, quale sia la sua funzione e come vi potrà aiutare.

Un esempio?
Una porta troppo piccola (anche di pochi cm) per la cucina vi impedirà in futuro di togliere dalla stanza elettrodomestici di una certa dimensione, come il frigo.
Butterete giù il muro o il frigo dalla finestra?
Sempre per questa stanza, attenti a dove la posizionate: deve rimanere lo spazio per la cucina e probabilmente quello per la finestra.

Le case moderne sono sempre più piccole: il che significa che una porta a vetro potrà aiutare molto a far girare la luce in tutti gli ambienti.
Considerazione che vale anche in generale, perchè…a chi non piace la luce naturale?

La porta è design: quando la scegliete dovete avere già in testa che tipo di ambienti arrederete, in modo che si sposino bene l’uno con l’altro. Anche la tinta che darete alle pareti conta, o il tipo di pavimento.

Infine una curiosità: sapete quanti elementi compongono quella che noi, semplicisticamente, chiamiamo “porta”?
lo vedere nella foto: sono 6 categorie diverse di elementi.

E se la porta arrivasse al soffitto?

Torniamo a parlare di porte con qualche piccola “notizia di servizio”, per cominciare.
Oggi come oggi la porta standard misura una larghezza di 80 cm, ovvero, quanto serve per consentirvi di spostare da una stanza all’altra i mobili (quasi tutti perlomeno).
Porte più larghe servono ambienti particolari e spesso vengono inserite per dare luce e fare scena; più strette invece, per mere questioni di spazio (un piccolo ripostiglio, ad esempio).

Normalmente la porta è alta 2,10 metri, ma negli ultimi tempi vanno diffondendosi quelle cosiddette “a tutta altezza”.
Si tratta di porte che arrivano fino al soffitto: la prima volta che uno le vede ne rimane un po’ impressionato, ma in realtà, abituato l’occhio, rappresentano una soluzione molto elegante, più luminosa e anche con maggior senso architettonico.
Una volta aperte, il solo vedere di più del secondo ambiente, e fino al soffitto, cambia la prospettiva, il risultato estetico.

Altra scelta possibile è cercare di mimetizzare il più possibile la porta con la stanza.
Ad esempio, con i modelli raso muro: li avrete visti su qualche rivista specializzata, con fantasie di colore che dal muro passano alla porta e viceversa, rendendo i due elementi un tutt’uno.

Ci sono poi porte o ante che non ruotano su cardini ma scorrono su una guida.
Anche queste, soluzioni molto eleganti e moderne.

…e non abbiamo parlato di maniglie e cerniere.
Qui la scelta è quasi infinita: ci torneremo.

Le porte salvaspazio (alcune anche curiose)

Ci sono situazioni in cui lo spazio non manca, ed altre in cui, invece, bisogna sfruttare al meglio ogni singolo centimetro.

In effetti, una porta che si apre normalmente “ruba” non poco spazio, tanto che, in fase di costruzione, si sta sempre molto attenti a non fare scelte sbagliate, troppo ingombranti.

In generale poi, gli spazi a disposizione di ognuno di noi vanno mediamente rimpicciolendosi.
Le case moderne sono più piccole di quelle dei nostri nonni, per svariatissimi motivi che non staremo qui ad elencare.

Ecco invece una serie di porte che forse avete visto di rado, alcune forse mai.

La dove non c’è spazio si può optare per la porta scorrevole.
Questa l’avete sicuramente vista spesso.
Molto pratica, scompare dentro il muro.
Bella, ma per metterla in un’abitazione servono alcune caratteristiche che non sempre possono essere soddisfatte.

  1. Non ci devono essere cavi o tubi dentro il muro nello spazio dove andrà il cassone della porta (cioè dove la porta stessa scompare).

2) Ci dev’essere, a fianco della porta, almeno la stessa porzione di muro della porta, così che possa trovare spazio il cassone.

Fermo restando che nei casi di poco spazio la porta scorrevole resta la soluzione più pratica, se questa non è attuabile si possono scegliere altre opzioni.

La più curiosa è forse la porta libro traslante.
Una soluzione molto particolare, in cui la porta è praticamente divisa in due metà che, aprendosi, si accavallano una sull’altra, ponendosi a lato dell’intelaiatura.
Una buona soluzione, ma certo per aprire questa porta bisogna prima tirare e poi spingere e la cosa può risultare un po’ macchinosa.

Quasi divertente, cinematografica, invece, la porta Rototraslante.
Immaginatevi quei pssaggi segreti che avete visto mille volte nei film: un perno centrale tiene ferma la porta che rotea su se stessa permettendo il passaggio.

Le porte a libro, asimmetriche e simmetriche.
Ricordano le cosiddette porte a soffietto e si piegano su loro stesse, composte di due metà uguali. Una buona soluzione che costa qualcosa solo in termini di larghezza dello spazio di passaggio (circa 10 cm) e di luce in entrata.

Come vedete, c’è sempre una valida soluzione ad ogni problema di spazio.

Quello che notate in una porta: le finiture

Quello che vedete quando venite a scegliere le porte della Vostra casa sono le loro caratteristiche, come dire: esterne.
Quel che si vede, in altre parole.

Noi le chiamiamo finiture e siamo perfettamente consci che scegliere quella giusta non è facile!

Anche perchè vi sono tante varianti possibili.
Vediamo subito quel che indica in questo periodo la “moda”, fermo restando che a prevalere dev’essere sempre il gusto personale, a nostro avviso.

Oggi si rivaluta molto il legno perchè si è scoperto (sigh!) che è: bello, elegante, caldo e naturale.

Insomma: il top!

Per questo vanno molto le venature ben visibili, magari un po’ in rilievo.
Dove serve è molto ben considerato anche l’inserto in vetro perchè lascia filtrare la luce e poi oggi può essere anche stampato o decorato molto finemente.

La laccatura: ovvero, la vernice.
Ve ne sono praticamente di ogni colore che possa venirvi in mente.
Tenete presente invece che la scelta sarà anche tra lucida oppure opaca.
Chiedetela “A poro aperto” se volete che lasci intravedere le ventaure naturali del legno.

Una scelta poco costosa e soprattutto robusta è invece il laminato, un materiale sintetico molto pratico che può avvicinarsi ai laccati (ma le differenze si vedono, soprattutto con le alternative di qualità).

Infine c’è l’anta, una sorta di inserto che può avvalersi di incisioni o immagini anche stampate in digitale.

Come vedete, per fare la scelta migliore vi servirà un po’ di tempo.
Prendetevelo perchè poche cose, nella vostra casa, ne segneranno lo stile, l’essenza e la bellezza come fanno le porte.